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Locandina Info
locandina Il Punitore
Titolo italiano: Il Punitore
Regia: Jonathan Hensleigh
Titolo Originale: The Punisher
Soggetto: Jonathan Hensleigh
Sceneggiatura: Jonathan Hensleigh, Michael Tolkin, Michael France
Genere: Azione - Thriller
Durata: 124'
Nazionalità: Usa/Germania
Anno: 2004
Produzione:
Distribuzione: Columbia TriStar Films Italia
Data di uscita: 00 00 0000
Cast Link
Thomas Jane
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John Travolta
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Rebecca Romijn-Stamos
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Samantha Mathis
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Tutti i film di Jonathan Hensleigh
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recensione
Recensione pubblicata il 15 07 2004
Questa recensione è stata letta 13501 volte

Il punitore che non perdona
di
Marta Nosella

The Punisher è l’ennesima trasposizione cinematografica di un supereroe dei FUMETTI MARVEL, genere che ultimamente sta impazzando nelle sale e che miete un gran riscontro di pubblico (forse perché questi film spuntano quando attorno c’è il deserto assoluto?). Nelle ultime stagioni abbiamo infatti assistito ai leggiadri volteggi di Spiderman (per il 16 settembre il seguito), alle prodezze di Daredevil, ai clorofilliani urli di Hulk e agli exploit bizzarri della combriccola degli X-Men. Tutti questi personaggi sono accomunati dall’impegno totale nella lotta contro il male, missione a cui si votano dopo aver preso coscienza di possedere dei superpoteri, generalmente acquisiti in seguito ad una mutazione genetica; e l’abnegazione che si scatena, in seguito al trauma che sconvolge loro la vita, è l’unica via di cui dispongono per trovare un posto nel mondo, e per incanalare quelle capacità straordinarie che altrimenti li distruggerebbero.

        Nel caso del Punitore, invece, non si tratta dell’ennesimo personaggio fantastico, che indossa tutine multicolor, dalla pelle camaleontica o dallo sguardo spara-fiamme: questa volta ci troviamo di fronte ad un uomo, in carne ed ossa, la cui vita viene squarciata da un lutto plurimo e straziante che la giustizia non intende (non può?) vendicare.

Frank Castle (interpretato da Thomas Jane) è un agente speciale FBI, addestratissimo, poliglotta, pluri-decorato e ovviamente prestante, infiltrato in un’operazione contro un traffico illegale d’armi. Durante questo incarico (che sarebbe dovuto essere l’ultimo rischioso della sua carriera, per poter così garantire una vita tranquilla agli amatissimi moglie e figlio), rimane ucciso il figlio di Howard Saint (John Travolta), magnate malavitoso, il quale non esita a vendicare la morte del proprio pargolo sterminando la famiglia del di lui assassino. Questo avviene durante un bel barbecue tra parenti, con danze e gioia nell’aria, interrotto da una squadra di scagnozzi armati di fucile a pompa e mitra che fa piazza pulita di ogni presente. Frank, unico superstite, da questo momento trova nella punizione di Howard Saint, e di tutta la cosca, l’unica ragione per continuare a vivere, e l’unico stimolo per ristabilire quell’equilibrio che si era spezzato con l’efferato massacro della propria famiglia. Una volta portato a termine il castigo, neanche a dirlo, ecco che il punitore diverrà il paladino dei giusti, ispirato dal detto latino “si vis pacem, para bellum”.

        Il filmone, due ore e passa di botte, sparatorie, coltellate, piercing strappati e grandiose esplosioni teschiformi, si lascia piacevolmente guardare per la leggerezza con cui il protagonista si destreggia (tra intrighi, trucchi da FBI, ricatti e buffi accorgimenti) nella decimazione dei suoi “nemici”.

Nel fumetto, rispetto alla versione cinematografica,  sono enfatizzati il dramma esistenziale del protagonista e i travagli interiori che lo dilaniano, e che lo portano ad intraprendere questa vendetta personale così distante dal rigore della sua vita precedente. Nel film, come era da aspettarselo, largo spazio è invece dato alla spettacolarità e alle gag esilaranti, direi comiche, che allentano la tensione tra una scena cruenta e l’altra. Tanto per citarne qualcuna, grandioso è “il russo”, una montagna umana, ululante, platinata, con maglietta a righine da marinaio, inviato per massacrare il povero Frank, ma che dopo un match grottesco finisce a tappeto con la faccia completamente ustionata, oppure l’abitudine di girare con un idrante tenuto in borsa, da sfoderare per tenersi occupato il parcheggio preferito tra una “commissione” e l’altra. 

In definitiva: offre azione e divertimento ad un occhio ironico e abituato all’”estetica della violenza”, invece può essere altamente diseducativo se il sistema giudiziario proposto viene preso alla lettera.

Voti:
Il voto del redattore Il voto dei lettori
(voto: 3/5)
(voto medio: 1.7/5)
Questo film è stato votato da 56 lettori
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Commenti:
I lettori hanno scritto 9 commenti
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lettore
Gianfranco ha scritto:
divertimento? l'unica cosa divertente e' stata copiata da Mad Max. il resto e' la versione cinematrografica di Rain Man ma con le armi... ciao.
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lettore
Tino ha scritto:
Ragazzi, se siete interessati al personaggio, anziche' guardare sta cazzata in puro stile hollywoodiano leggetevi i volumi di Punisher di Garth Ennis!!!
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lettore
friso [Indirizzo IP: 151.46.247.239] nel giorno Venerdì 19 Maggio 2006 [20:10] ha scritto:
la recensione rispecchia bene il film che, secondo i miei gusti è stato unvero capolavoro di trasfusione dal fumetto alla pellicola, il film infatti rispecchia il fumetto in tutti i suoi avvenimenti.
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lettore
mattia [Indirizzo IP: 151.46.247.239] nel giorno Venerdì 19 Maggio 2006 [20:13] ha scritto:
il film è bellissimo guardatelo che ne vale veramente la pena. è un film naturalmente holliwoodyano ma ben fatto, diciamo, in parole spicce, che non è la solita cazzata americana.
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lettore
Enrico [Indirizzo IP: 151.47.242.9] nel giorno Venerdì 07 Luglio 2006 [13:16] ha scritto:
Critichi il sistema giudiziario proposto nella pellicola e magari proprio tu, Marta Nosella, sei la prima a pensare alla pena di morte quando al tg parlano di stupri, pedofili e maniaci.Approvoil film
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luigi faragalli