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Locandina Info
locandina Non è un paese per vecchi
Titolo italiano: Non è un paese per vecchi
Regia: Ethan Coen, Joel Coen
Titolo Originale: No Country for Old Men
Soggetto: Cormac McCarthy (romanzo omonimo)
Sceneggiatura: Ethan Coen, Joel Coen
Genere: Giallo - Thriller
Durata: 122 min.
Nazionalità: USA
Anno: 2007
Produzione: Paramount Classics, Paramount Vantage, Miramax Films, Scott Rudin Productions
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 22 02 2008
Cast Link
Javier Bardem
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Josh Blaylock
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Rodger Boyce
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Josh Brolin
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Garret Dillahunt
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Tutti i film di Ethan Coen, Joel Coen
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recensione
Recensione pubblicata il 28 02 2008
Questa recensione è stata letta 5350 volte

“Non devi farlo per forza”
di
Sara Troilo

Se qualcuno immagina il prodottino sfornato per vincere Oscar a chili, si sbaglia di grosso. I fratelli Coen non hanno realizzato un film da lacrimuccia e gridolini estasiati, ma un rigoroso trattato sul genere (western e thriller) com'è nelle loro corde e come avevano dimostrato di saper fare anche meglio nel magnifico L'uomo che non c'era. Adattamento del romanzo omonimo di Cormac McCarthy, riflessione sull'intervento del destino nelle umane vicissitudini, argomento che lo statunitense affronta spesso, Non è un paese per vecchi è un film imperniato sulla violenza e infatti si apre con una scena di caccia. Ben presto, però, il cacciatore, Llewelyn Moss (Josh Brolin) si trasforma in preda e dopo aver deciso di appropriarsi di una valigia piena di soldi ritrovata sulla scena di una sparatoria finita in eccidio, comincia a scappare da un killer determinato quanto psicopatico: Chirugh (Javier Bardem). Sia il romanzo che il film tratteggiano il personaggio del killer descrivendolo mentre uccide, ammanettato e in stato di arresto, un vice sceriffo. Il personaggio è piuttosto sopra le righe: capello lungo con la riga di lato, sguardo fisso e un sangue freddo assoluto unito a una certa dose di humor, Chirugh se ne va in giro per il Texas con una bombola di aria compressa che è evidentemente strumento piuttosto duttile e può essere utilizzata, alla faccia del capitalismo che crea bisogni indotti, sia per scassinare le porte che per ammazzare la gente.


Llewelyn ha un posto di lavoro, una moglie ed è reduce dal Vietnam, ma quando appare sullo schermo con addosso una vestina da ospedale e stivali da cowboy non può non combaciare con il Lebowski del nostro immaginario, allo stesso modo lo sceriffo Carson Wells (Tommy Lee Jones) ricorda il cowboy che rimprovera il Drugo per le parolacce nell'ormai mitologico Il grande Lebowski: lo stile dei Coen emerge chiaramente, amalgamando lo stile nero di Blood simple e Crocevia della morte con le opere più recenti dei due fratelli. Su una zona di frontiera, quella tra USA e Messico, vengono in contatto due umanità molto diverse tra loro: quella rappresentata dallo sceriffo, ma anche dalla moglie di Llewelyn, Carla Jean (Kelly Mcdonald la cui prima apparizione risale a Trainspotting) e quella del killer e dei trafficanti di droga. Llewelyn tenta di attraversare la barricata dei buoni per infilare le mani in quella dei cattivi, pensando di riuscire a ritrarla con molto accortezza, ma senza conseguenze irreparabili, dimostrando di sottovalutare la situazione. La scelta, le sue conseguenze, questo, si è detto, il tema centrale del film, ma con quanta ironia viene portato avanti il discorso? Non è l'arrovellarsi ozioso e anche un po' ridicolo di 13 variazioni sul tema e nemmeno la grammatura dell'anima di Inarritu proprio perchè qui c'è lo humor che nei film appena citati non esisteva.


Ma non si limita certo al simpatico scherzo il film dei Coen, la spaventosa leggerezza con cui Chirugh uccide chi attraversa la sua strada come la mancanza di logica e di umanità in lui o piuttosto, come sembra pensare lo sceriffo sul finale, la manifestazione di un'umanità nuova che sta popolando il mondo e che somiglia più al killer che a Wells non sono ironiche quanto piuttosto reali. “Non devi farlo per forza” dicono le vittime designate al loro assassino che li fissa impassibili con quel ciuffo di lato, ma è inutile perchè lui e la moneta hanno già deciso e un minimo sgarro vale una vita, “questo non è il Vietnam, è il bowling, ci sono delle regole” diceva Walter in Lebowski, “questo non è il Vietnam, è omicidio, ci sono delle regole” potrebbe pensare il killer di Non è un paese per vecchi e qui convivono l'ironia e la tragicità del film.


Gli attori sono tutti eccellenti: dal completamente trasfigurato Bardem che dona al killer un'aria stralunata molto convincente, al protagonista Josh Brolin, un vero uomo d'azione, passando dallo sceriffo Tommy Lee Jones col viso solcato di rughe e l'espressione perplessa di chi non riesce più a capire il mondo fino a Kelly Mcdonald che dà un bel tocco naive al suo personaggio e senza dimenticare la breve apparizione del natural born killer Woody Harrelson che porta freschezza e un attimo di speranza alla storia. Ogni personaggio vive a modo proprio e senza mai condividere nessuna esperienza con gli altri; unica eccezione il bel racconto che lo sceriffo fa alla moglie di due sogni freschi di ricordo durante la colazione del mattino e che regalano allo spettatore la chiave di interpretazione del film che fino a quel momento si è seguito dando retta alla suspance e agli inseguimenti. Il ritmo è sempre pacato e non indugia mai sul sangue per quanto sia il filo letteralmente rosso del film che si apre con la ferita del cerbiatto da parte di Llewwlyn che segue la pista di sangue per accogersi che l'ha in realtà lasciata un cane nero, ferito anch'esso. Da lì il protagonista arriva al luogo della sparatoria e al momento della sua scelta cruciale, mentre in parellelo sono montate le gesta di Chirugh e dello sceriffo, sempre costellate di sangue.


Perchè Non è un paese per vecchi non è il classico film da Oscar? Perchè non è eclatante, perchè non schiera tutte le star di Hollywood nel cast, perchè è un film sottile. Il fatto che abbia incassato ben quattro statuette stupisce. Prendiamola così e vediamo se l'anno prossimo si tornerà nei ranghi da tappeto rosso.

Voti:
Il voto del redattore Il voto dei lettori
(voto: 4.5/5)
Se vai a vederlo perchè ha vinto l'Oscar, evita.
(voto medio: 3.7/5)
Questo film è stato votato da 2 lettori
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Commenti:
I lettori hanno scritto 6 commenti
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lettore
laurentius [Indirizzo IP: 213.156.52.126] nel giorno Giovedì 13 Marzo 2008 [1:14] ha scritto:
non l'ho trovato entusiasmante.
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redattore
Stefano Tirelli [Indirizzo IP: 78.13.139.239] nel giorno Domenica 06 Aprile 2008 [17:25] ha scritto:
Mi è piaciuto tantissimo finché non è finito. Sigh. Mi sa che ho ancora bisogno di un finale se non appagante, perlomeno autoconclusivo.
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redattore
Stefano Tirelli [Indirizzo IP: 78.13.139.239] nel giorno Domenica 06 Aprile 2008 [17:27] ha scritto:
Ah, e comunque Javier Bardem è l'attore del secolo.
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redattore
Sara Troilo [Indirizzo IP: 213.140.11.139] nel giorno Domenica 06 Aprile 2008 [20:14] ha scritto:
Attore del secolo ex aequo con Tony Servillo, io voto. Per quanto riguarda il finale io ho molto apprezzato il racconto del secondo sogno alla moglie.
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redattore
Stefano Tirelli [Indirizzo IP: 78.13.139.239] nel giorno Mercoledì 09 Aprile 2008 [16:41] ha scritto:
Non c'avevo fatto gran caso e l'ho riguardato. Non so, sarà che ho trovato i momenti di TLJ un po' dissonanti rispetto al resto del film, ma il finale non mi ha illuminato in tal senso ...
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luigi faragalli