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Locandina Info
locandina La profezia delle ranocchie
Titolo italiano: La profezia delle ranocchie
Regia: Jacques-Rémy Girerd
Titolo Originale: La prophétie des grenouilles
Soggetto:
Sceneggiatura: Jacques-Rémy Girerd, Antoine Lanciaux, Iouri Tcherenkov
Genere: Fantastico - Animazione
Durata: 86 min.
Nazionalità: Francia
Anno: 2003
Produzione: Folimage, StudioCanal France, France 2 Cinéma, Rhône- Alpes Cinéma
Distribuzione: Esse&bi cinematografica
Data di uscita: 00 00 0000
Cast Link
Sergio Fiorentini (voce di Ferdinand)
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Anna Marchesini (voce di Tartaruga)
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Simona Izzo (voce di Elefantessa Denise)
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Ricky Tognazzi (voce di Elefante Roger)
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Francesca Draghetti (voce di Luise De La Motte)
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recensione
Recensione pubblicata il 06 10 2004
Questa recensione è stata letta 5331 volte

Un laico diluvio quasi universale
di
Luigi Faragalli

[L'uscita nelle sale è prevista per il 15/10/2004 con più di 100 copie distribuite]

Pur adorandole anche oggi confesso di essere stato nell'infanzia un estimatore entusiasta delle patatine fritte. Ecco, se le ranocchie non fossero state delle degne eredi del Colonnello Edmondo Bernacca buonanima, la profezia delle patate fritte sarebbe stato di certo il mio immaginario titolo per questo cartone.
Chiudete gli occhi: state correndo in un prato accanto ad uno stagno quando all'improvviso  toast con occhietti e braccine vi rivelano che il mondo sará sommerso dalle acque.
Profeti del Signore? Per carità, questo è un film francese, ok, d'animazione, ma pur sempre un film francese fin nel midollo, quindi niente Dio, nemmeno per scherzo. Canzoni, pacifismo, un briciolo di educazione sessuale e sentimentale, rispetto per la natura, melange di culture, fedi e tradizioni ma niente Dio, mon Dieu!
Le rane sono solo esperte di meteorologia.
E' cosí che prende il via la profezia delle ranocchie, un film d'animazione sul diluvio più o meno universale che riesce a restare laico, un film sull'amore, come lo sognano i bimbi e come lo vivono i vecchi, un film sull'inutilitá della vendetta, non cattiva,  soprattutto stupida. Un film francese, appunto, francese tutto.
Il regista Jacques-Rémy Girerd non esita a definire "un miracolo" la Folimage, lo studio che ha permesso la realizzazione di questa pellicola, in lavorazione addirittura dal 1998. Un milione di disegni e duecento persone impegnate ininterrottamente per sei anni, un'impresa titanica, portata a termine dall'unico studio di animazione completo attualmente presente in Europa, capace di seguire e curare ogni singola fase della produzione del cartone. C'è di che andare orgogliosi ed i francesi, si sa, per andare orgogliosi di qualcosa non si fanno pregare.
Da piccolo inutile italiano colonizzato culturalmente dalla mammella grassa ed ottusa dell'America non posso che provare una clamorosa invidia per il piglio fiero e l'ostentata indipendenza stilistica ed estetica di cui questo cartone è testimonianza inequivocabile. 
Il disegno al tratto, i colori tenui, gli sfondi naïf, raccontano insieme la storia di questo strano diluvio e quella in essa inscritta di un granaio arca ripieno di elefanti in cui niente e' perfetto ma si fa quel che si puo'.
Se il regista ha dichiarato di sentirsi molto più vicino intellettualmente a Marcel Carné e Gao Xiangjang che a Disney, l'illustratore Iuri Tcherenkov al caro Walt non deve nulla, forse, e solo forse, l'avrà sentito nominare mentre disegnava da ragazzo nella sua Ucraina arricchendo e definendo il suo personalissimo stile.
Potente ed evocativa la danza delle onde durante il diluvio, ritmica, inesorabile, sotto un cielo in tempesta e oltre una fitta pioggia precisa, parallela.
Durante la visione mi sono scoperto a pensare alla perfetta acqua figlia del computer delle ultime produzioni Disney o DreamWorks, ai riflessi, ai movimenti al suo realismo comunque ancora imperfetto, ad una certa mancanza di anima che rende ancora il digitale chiaramente distinguibile, un insieme di numeri e regole masticati da un computer e sputati sotto forma di acqua matematica, ma l'acqua è di più. E ancora di più è il mare. E ancora di più è un diluvio.
La profondità dunque non si raggiunge con un buon 3d, la profondità è un fatto d'anima, e le onde della profezia un'anima ce l'hanno, così come tutti gli uomini e gli animali dell'arca granaio.
Non c'e' spazio per i cattivi fra i disegni romantici della profezia: c'e' forse qualcuno che fa cose cattive, ma niente funghi atomici purificatori, niente stragi di coccodrilli, niente lobotomizzazioni buonistiche. Le cattiverie sono cose che capitano per una qualche ragione e va impedito il loro ripetersi, non vanno inesorabilmente punite. L'occhio per occhio porta male per tutti, bambini ascoltate quello che vi dice il cartone dell'amico francese, ascoltate e cercate di restare calmi, e di non fare del male a nessuno, mai.
In fondo neppure l'umanita' e' cattiva e il diluvio non punisce, semplicemente succede.
E come si può pensare che l'umanità sia cattiva quando nonno Ferdinand dalla lunga barba bianca canta una canzone o quando maman Juliette ricorda la sua magia antica per trasformare patate in cotolette?
Ma il dover ricordare che l'umanità non è tutta cattiva fa intuire che qualcuno di cattivo fra gli umani c'è, non fra gli animali, che fanno tutto per natura, ma fra gli umani sì. Poco spazio per gli adulti infatti nel cartone, tanto invece per bimbi, vecchi e animali, forse perche' gli adulti sanno essere un po' troppo convincenti quando fanno i cattivi.
I vecchi invece adottano, si prendono cura di tutti, risolvono problemi, sono saggi, fanno ridere e sanno tutto. I nonni (che diventano genitori in tutto quando di genitori in giro non ce n'è) danno risposte semplici a domande semplici:  la terra e il cielo un giorno hanno fatto l'amore, é cosi' che nasce la vita e la vita va rispettata, anche se questo significa mangiare solo patatine fritte a tempo indeterminato.

Ci si chiede, uscendo dalla sala, se davvero gli sforzi per  grafica 3d, rendering sempre piu' verosimili, giochi di luci e riflessi stupefacenti abbiano qualcosa in piu' da dare al mondo dell'animazione. Quello di cui troppo spesso ci si dimentica e' che un film, specialmente se disegnato, deve evocare,  non solo raccontare.
I bambini in sala hanno riso tanto, un ringraziamento di cuore alla bimba seduta dietro di me per terra che tante idee mi ha dato per questa recensione.

 

Voti:
Il voto del redattore Il voto dei lettori
(voto: 4/5)
La via francese al film d'animazione, lontana da Disney e vicina ai bambini
(voto medio: 4/5)
Questo film è stato votato da 20 lettori
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Commenti:
I lettori hanno scritto 3 commenti
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lettore
Ali ha scritto:
Quella bimba ero io :)
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lettore
Ginger ha scritto:
peace and love
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lettore
antipa [Indirizzo IP: 62.13.170.12] nel giorno Mercoledì 28 Settembre 2005 [1:48] ha scritto:
poetico ed infantile nel senso più alto del termine. Privo della retorica digitale che permea le produzioni d'oltreoceano
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luigi faragalli