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Locandina Info
locandina Nemico pubblico
Titolo italiano: Nemico pubblico
Regia: Michael Mann
Titolo Originale: Public enemies
Soggetto: Bryan Burrough (romanzo)
Sceneggiatura: Michael Mann, Ann Biderman, Ronan Bennett
Genere: Drammatico - Thriller
Durata: 140 min.
Nazionalità: USA
Anno: 2009
Produzione: Forward Pass, Misher Films
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 06 11 2009
Cast Link
Johnny Depp
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Christian Bale
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Giovanni Ribisi
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Marion Cotillard
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Leelee Sobieski
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Tutti i film di Michael Mann
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Sito ufficiale
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recensione
Recensione pubblicata il 09 11 2009
Questa recensione è stata letta 5329 volte

Certo che ne spara questo.
di
Antinoo

Durante la grande depressione americana è facile per un abile rapinatore di banche diventare una sorta di eroe nazionale, specie se supportato da un discreto fascino, bei modi con le donne ed un rigido codice d’onore che ti impone di non imprecare davanti alle signorine e non rubare i soldi dei poveracci. Anche grazie a queste caratteristiche, unite ad una innata capacità di cavarsi d’impaccio con enorme stile, anche dalle situazioni più disperate, John Dillinger (Johnny Depp) è una vera e propria icona di coloro che negli anni ’30 attribuivano la responsabilità di tutti i problemi alle banche. La polizia non può, ovviamente, stare a guardare: così il numero uno dell’appena nata FBI, J. Edgard Hoover (Billy Crudup) affida al suo migliore agente, Melvin Purvis (Christian Bale) il compito di riportarlo in prigione dopo l’ultima rocambolesca evasione. Ad ogni costo.


Ma Dillinger non ha, è inutile dirlo, nessuna voglia di aiutarlo. Anzi, supportato da amicizie che contano un po’ ovunque, riesce facilmente ad eludere ogni posto di blocco, e non ci sono banche o donne che, pare, possano resistergli. Tra una rapina e una festicciola incontra, però, Billie Frechette (Marion Cotillard): donna bellissima e determinata, di bassa estrazione sociale perché discendente in parte da indiani d’America che, come il fascinoso rapinatore intuisce subito, ha il carattere ed il coraggio adatti per intraprendere una relazione al ritmo jazzato del tamburo di una pistola. Ma i tempi stanno cambiando, ed entrambi se ne accorgeranno presto: l’FBI, a causa dell’inafferrabilità dello svaligiatore e per aumentare le possibilità di catturarlo, inizia ad usare metodi più scientifici, armi di ultima generazione e la buona vecchia corruzione che, si sa, non fallisce mai. La rete di sicurezza che Dillinger si è costruito in anni di rispetto e dedizione verso certe regole, non scritte, tra criminali gentiluomini allarga sempre più le sue maglie. E caderci dentro pare sempre più facile.


Nemico Pubblico è l’ambizioso film di Michael Mann, progetto fortemente voluto ma riuscito solo in parte. Innanzitutto, Mi pare evidente che Leonardo DiCaprio, prima scelta per il ruolo di John Dillinger, fosse enormemente più adatto: da sempre ritengo che Johnny Depp è scritturabile solo per ruoli in cui deve tenere gli angoli delle labbra all’ingiù e sgranare gli occhi sorpreso, vedi i vari Tim Burton, tenere gli angoli delle labbra all’ingiù mentre si atteggia ad ambiguo istrione metrosex sul pontile di un bastimento o tenere gli angoli delle labbra all’ingiù e darsi arie da gran fattone sognante a Las Vegas. Per il resto, la gamma delle sue espressioni è rimasta tale e quale ai tempi di 21 Jump Street. Molto più valida la sua splendida preda, la bravissima Marion Cotillard, che incarna in maniera davvero eccellente la figura di chi ha sempre dovuto contare su sé stessa e che ha serie difficoltà a mettersi completamente nelle mani di un uomo che, invece, non vuol far altro che essere tutto ciò che la donna non ha mai avuto. Per questo Billie Frechette lo difenderà strenuamente e di fronte a qualsiasi minaccia, come solo una donna innamorata sa fare.


Per il resto, poco di quanto il lavoro di Mann promette viene mantenuto: una vicenda autentica dagli aspetti per tanti versi surreali, un ladro che diventa una sorta di simbolo per un popolo piegato dalla Grande Depressione, sicuramente offre una serie di spunti in cui la realtà supera la fantasia. Trattarli come un enorme fumettone è un buon modo per vendere in America ma è, sicuramente, un errore tanto facile quanto grande. Inquadrature grandiose, rocambolesche fughe alla supereroe e un certo gusto per l’immagine patinata fine a sé stesso finiscono per racchiudere l’intera storia, notevole perché realmente avvenuta, in un contenitore stereotipato da atmosfere jazzate, pupe retrò e locali fumosi. Di contro, le vere e proprie scene d’azione, rapina ed uccisione sono, invece, rese con un discutibile effetto mosso, uso telecamera iperdigitale a spalla assolutamente accessorio, poco interessante ai fini della narrazione e che non comunica dinamicità o verosimiglianza: si limita ad infastidire in maniera gratuita.


Un vero peccato, perché il commento musicale di Bye Bye Black Bird nella versione incisa per l’occasione da Diana Krall non lo è per niente. Ma, forse, anche l’occasione è volata via.

Voti:
Il voto del redattore Il voto dei lettori
(voto: 3/5)
L’eroe reale di un’epoca fumosa come gli anni 30 reso in maniera troppo fumettosa.
(voto medio: 4.5/5)
Questo film è stato votato da 1 lettore
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Commenti:
I lettori hanno scritto 1 commento
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redattore
Sara Troilo [Indirizzo IP: 93.36.126.12] nel giorno Lunedì 09 Novembre 2009 [22:27] ha scritto:
Per me è un quasi dieci per il rigore dello stile di Mann che crea un bellissimo personaggio romantico. Depp finalmente depone le faccine etorna a recitare. Bravo Bale. Brava Cotillard.
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luigi faragalli