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Four Brothers - Quattro fratelli di John Singleton

Voto Commento

3.5/5

Bel film energico, per stomaci forti e con un cast affiatato. Il classico tema della vendetta orchestrato al ritmo del più puro funk anni ’70.
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Recensione del : 26 10 2005
Regia: John Singleton
Soggetto: David Elliot, Paul Lovett
Sceneggiatura: David Elliot, Paul Lovett
Titolo italiano : Four Brothers - Quattro fratelli
Titolo Originale : Four Brothers
Durata: 109'
Nazionalità: USA
Anno: 2005
Produzione: Lorenzo di Bonaventura
Distribuzione: UIP
Cast: Mark Wahlberg
Tyrese Gibson
Andre Benjamin
Garret Hedlund
Sofia Vergara
Genere: Azione - Poliziesco


Quattro contro tutti

di
Emanuel Perico

Dopo una pausa di riflessione a bordo dei bolidi truccati di 2 Fast & 2 Furious , John Singleton torna sui propri passi con Four Brothers, intenso dramma familiare che ci riporta alla memoria i bei tempi di Boyz in the hood, forse la sua opera più riuscita (ma merita una menzione anche Poetic Justice con Janet Jackson e il compianto Tupac Shakur). In una Detroit corrotta e violenta assistiamo alla messa in scena di una vendetta da parte di quattro fratelli (Bobby, Angel, Jeremiah e Jack Mercer) che si ritrovano sulla tomba della madre adottiva, assasinata da due teppisti in quello che sembra essere un semplice furto con sparatoria al classico negozio di alimentari nel ghetto. Non è il solito film all black, perché qui il cast è abbastanza eterogeneo, a partire dai protagonisti (due dei fratelli del titolo sono bianchi e due neri). I personaggi sono ben caratterizzati e molto ben interpretati da Mark Wahlberg (nella parte di Bobby Mercer, la pecora nera della famiglia), per continuare con Tyrese Gibson (giovane stella della musica black), Andre Benjamin (meglio conosciuto come Andre 3000, la metà del duo rap Outkast ) e Garret Hedlund (qualcuno lo ricorderà nei mitologici panni di Patroclo in Troy). Quattro characters (e qui l’inglese rende molto bene il concetto di “caratteri”) differenti tra loro, ma uniti nell’amore verso una madre che li ha auitati a crescere con dei valori, nonostante la vita non li abbia resi proprio santi. Ma uniti anche nell’odio e nel comune desiderio di trovare e punire il responsabile del misfatto.In un cast quasi totalmente al maschile trova spazio la prorompente ed esplosiva Sofia Vergara, la fidanzata di Angel Mercer (Tyrese Gibson), che ogni tanto spezza la tensione con situazioni divertenti al limite della situation comedy. Completano la crew l’ottimo Terrence Howard, nella parte del poliziotto ligio al dovere che affianca i quattro fratelli nell’indagine, e Fionnula Flanagan che, nonostante la breve apparizione, riesce a rappresentare al meglio il  personaggio della signora Mercer (chi se la ricorda nel serial televisivo “Alla conquista del West” nel lontano 1979?). Un piccolo appunto va fatto al villain di turno, il cattivo Victor Sweet (Chiwetel Ejiofor visto di recente anche in She hates me di Spike Lee) un po’ troppo stereotipato e sopra le righe.Un gangster movie moderno, ma anche un western atipico, dallo sviluppo semplice (e un po’ prevedibile forse), ma ben congegnato e dal ritmo sostenuto; merito anche di una sceneggiatura solida e di dialoghi mai banali. Le scene d’azione non mancano, girate con tensione e maestria e supportate dal montagio convulso e serrato, un esempio su tutti la sparatoria tra i fratelli e una gang rivale, degna di Peckinpah, con raffiche di mitragliatori e grandinata di bossoli. La fotografia livida e la scenografia naturale contribuiscono a rendere la vicenda ancora più cruda mentre la neve che ricopre tutta Detroit ne sfuma i contorni, quasi a suggerirci che i buoni non sono del tutto buoni e i cattivi non così cattivi (o forse che non sempre il bianco ha ragione e il nero torto). In una spirale di poliziotti corrotti, sospetti serpeggianti, risse e scontri a fuoco, Singleton ci consegna un buon film, sicuramente non da cineteca, ma comunque godibile e con bravi attori (Andrè Benjamin è una vera sorpresa) e dalle tinte forti e decise come una spallata in una partita di hockey su ghiaccio. Certamente degna di nota la bellissima colonna sonora in stile blaxploitation che spazia da Marvin Gaye ai Temptation passando per gli O’Jays, tessendo un tappeto che ben si adatta alle fosche atmosfere anni ’70 che si respirano per tutta la durata della pellicola.

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