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Locandina Info
locandina Il diavolo veste Prada
Titolo italiano: Il diavolo veste Prada
Regia: David Frankel
Titolo Originale: The Devil Wears Prada
Soggetto: Tratto dal romanzo "The Devil Wears Prada" di Lauren Weisberger
Sceneggiatura: Aline Brosh McKenna
Genere: Commedia - Sociale
Durata: 110 min.
Nazionalità: U.S.A.
Anno: 2006
Produzione: 20th Century Fox, Fox 2000 Pictures, Peninsula Films
Distribuzione: 20th Century Fox Italia
Data di uscita: 00 00 0000
Cast Link
Anne Hathaway
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Meryl Streep
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Gisele Bundchen
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Simon Baker
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Stanley Tucci
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Tutti gli articoli di Nicola Bassano
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Tutti i film di David Frankel
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Sito ufficiale
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recensione
Recensione pubblicata il 25 10 2006
Questa recensione è stata letta 13504 volte

Diavolo…che noia!
di
Nicola Bassano

Non so se veramente ci fosse la necessità di trarre un film dal best-sellers di Lauren Weisberger “Il Diavolo veste Prada”, successo editoriale del 2003 tradotto in 27 lingue, fatto sta che il regista David Frankel lo ha fatto ottenendo un prodotto decisamente mediocre. Non che il libro fosse un capolavoro, però quel misto di umorismo politicamente scorretto applicato all’affascinante mondo della moda funzionava. Frankel, allora, ha pensato bene di mettere insieme un buon cast, apportare qualche piccola variazione alla storia, spruzzare il tutto di buonismo, glamour e morale finale ottenendo così un’inutile e noiosa favoletta sull’importanza della dignità personale e su come non basti avere successo per essere veramente felici.
La storia è liberamente ispirata all’esperienza personale che la Weisberger fece – immediatamente dopo essersi laureata – come assistente di Anna Wintour, direttrice della rivista “Vogue”, diventata famosa per la sua proverbiale cattiveria e severità nei confronti dei dipendenti. Andrea (Anne Hathaway), è una giovane laureata che sogna di fare la giornalista e per questo decide di accettare un’offerta di lavoro come seconda assistente in un’importante rivista di moda – Runway - diretta dalla terribile Miranda Pristley interpretata da Meryl Streep, che con una prova magistrale rende meno inutile una pellicola in cui ogni scena è priva di mordente e lo svolgimento della storia è totalmente prevedibile. L’inizio riserva qualche battuta divertente anche se nel complesso la pellicola  risulta svuotata dalla graffiante cattiveria e dal cinismo che caratterizzavano il libro. Il meccanismo del film è tutto basato sulla presa di coscienza della protagonista che dopo aver accettato uno stile di vita a lei totalmente estraneo decide di seguire il suo cuore e i suoi principi morali rinunciando alla fama e al successo.
Il personaggio interpretato dalla Streep funziona solamente nel momento in cui esprime tutto il suo rabbioso cinismo e la sua gelida cattiveria ma si sgonfia immediatamente quando il regista la vuole umanizzare mostrando un aspetto del suo carattere poco credibile e francamente inutile per lo svolgimento della storia. L’intento pedagogico appare ancora più irritante nel momento in cui cerca di farci una piccola lezioncina sull’importanza dell'industria della moda apparentemente regno dell’effimero e del superficiale ma che al suo interno racchiude migliaia di persone che lavorano duramente per un intento comune. Lentamente il film si trasforma in una sfilata di abiti, scarpe, cappelli e borse, tutti rigorosamente griffati, fino a raggiungere l’apice con il piccolo cameo di Valentino che rende tutta l’operazione ancora più artificiale. Stanley Tucci interpreta alla perfezione il ruolo di Nigel, collaboratore effeminato di Miranda che aiuta la povera Andy a trasformarsi da sgraziata e impacciata ragazzotta vestita di stracci a donna stupenda e elegante taglia 40.

Voti:
Il voto del redattore Il voto dei lettori
(voto: 2/5)
È lecito sacrificare gli affetti e i valori per ottenere il successo professionale? Una favoletta banale, noiosa e moralista sul mondo della moda e sulle sue false promesse. Oltre Meryl Streep e Stanley Tucci il vuoto assoluto…
(voto medio: 2.7/5)
Questo film è stato votato da 23 lettori
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Commenti:
I lettori hanno scritto 24 commenti
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lettore
10carlo [Indirizzo IP: 87.7.41.190] nel giorno Mercoledì 01 Novembre 2006 [10:34] ha scritto:
Buon ritmo, divertente, frizzante, con prove attoriali di alto livello (Streep e Tucci su tutti). Peccato che debba risolversi nella solita lezione di morale e comportamento, con il trionfo dei
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lettore
10carlo [Indirizzo IP: 87.7.41.190] nel giorno Mercoledì 01 Novembre 2006 [10:39] ha scritto:
"buoni sentimenti"... In questo senso il film diventa scontatissimo, ed è un vero peccato. Non si capisce per quale motivo - di tanto in tanto- non si possa applicare a 'ste commedie una morale
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lettore
10carlo [Indirizzo IP: 87.7.41.190] nel giorno Mercoledì 01 Novembre 2006 [10:42] ha scritto:
"contraria". Nel complesso, giudizio positivo.
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lettore
222 [Indirizzo IP: 87.14.249.99] nel giorno Venerdì 03 Novembre 2006 [14:13] ha scritto:
a me questo film è piaciuto... dovete pensare k le morali sono create apposta x dare insegnamenti.. nn è colpa loro se poi nn sono mai seguite... x questo forse risulta banale alla fine...
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lettore
th [Indirizzo IP: 87.8.36.148] nel giorno Sabato 04 Novembre 2006 [20:38] ha scritto:
assemblea d istituto: "il Diavolo veste Prada"=2 ore di sonno....raga, ke noia!bene solo la streep....ma avevamo dubbi su di lei??il resto del film, invece....è tutto un dubbio...
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luigi faragalli