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Locandina Info
locandina Nella valle di Elah
Titolo italiano: Nella valle di Elah
Regia: Paul Haggis
Titolo Originale: In the Valley of Elah
Soggetto: Paul Haggis, Mark Boal
Sceneggiatura: Paul Haggis
Genere: Drammatico - Guerra
Durata: 121 min.
Nazionalità: USA
Anno: 2007
Produzione: Blackfriars Bridge Films, NALA Films, Samuels Media, Summit Entertainment
Distribuzione: Mikado
Data di uscita: 30 11 2007
Cast Link
Tommy Lee Jones
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Charlize Theron
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James Franco
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Susan Sarandon
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Josh Brolin
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Tutti gli articoli di Francesca Paciulli
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Tutti i film di Paul Haggis
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Sito ufficiale
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recensione
Recensione pubblicata il 19 12 2007
Questa recensione è stata letta 14120 volte

La resa di tutte le certezze
di
Francesca Paciulli

Nella Bibbia, la Valle di Elah è il luogo in cui si affrontano il gigante filisteo Golia e l’indifeso pastore di Israele Davide. Scontro apparentemente ad armi impari che si rivela, complice una fionda e l’arguzia del giovane Davide, appannaggio del più debole. Nella Valle di Elah, di Paul Haggis, il nemico non ha un volto facilmente riconoscibile: il potente si ammanta nella bandiera a stelle e strisce insanguinata e il più debole impara atrocemente a scendere a patti con una crudeltà di cui probabilmente ignorava di potersi armare. Così succede al giovane Mike Deerfield (Jonathan Tucker) che rientrato dall’Iraq, scompare misteriosamente durante una licenza. Quando suo padre Hank (Tommy Lee Jones), ex militare dell’esercito a cui la guerra ha già strappato il primogenito, non lo vede tornare a casa, decide di mettersi sulle sue tracce. Dopo aver tranquillizzato la moglie Joan (Susan Sarandon, preziosa), si mette in viaggio verso la base militare di Fort Rudd, in Nuovo Messico, dove Mike è stato visto per l’ultima volta. Quando anche i colleghi del figlio gli confidano di non averne notizie dal giorno del suo rientro in America, Hank si rivolge alla polizia di Fort Rudd e in suo aiuto giunge l’inizialmente riluttante ispettore di polizia Emily Sanders (Charlize Theron), ferocemente ignorata dai colleghi uomini ma per niente intimorita dall’idea di inimicarsi i quadri superiori dell’esercito pur di fare chiarezza su un mistero che sembra destinato a non sciogliersi.

Cosa è successo veramente a Mike? Perché si ostina a non dare sue notizie? Domande alle quali vengono fornite risposte sempre più nebulose: a mano a mano che le indagini di Hank e Emily procedono e che indizi e testimonianze si accumulano, quella che sembrava la semplice sparizione di un soldato sconvolto dagli orrori della guerra, assume i contorni di un terribile crimine e l’ostruzionismo dell’esercito rischia di affossare l’indagine della Sanders e, soprattutto, di scardinare l’universo di certezze in cui Hank si è sempre cullato.


Sono lo sguardo nervoso e il reticolo di rughe sul viso di Tommy Lee Jones (uno che anche quando ricopre ruoli di secondo piano ruba clamorosamente la scena al primo attore, come accade con Harrison Ford ne Il Fuggitivo) ad aprirci gli occhi sulla perdita dell’innocenza dei giovani americani nella terza intensa regia del canadese Paul Haggis. Con Crash - Contatto fisico, nel 2006, soffiò a sorpresa l’Oscar ai commoventi mandriani di Ang Lee (I segreti di Brokeback Mountain) e offrì il primo vero ruolo drammatico alla ex fidanzatina d’America Sandra Bullock; con le sue misurate sceneggiature (Million Dollar Baby; Flags of our Fathers; Lettere da Iwo Jima) ha fatto guadagnare all’amico Clint Eastwood fama di regista sensibile e a 007 (Casino Royale) l’allure ruvido e raffinato di un tempo. Con Nella Valle di Elah, Haggis decide di buttare tutte le carte in tavola e di seguire l’esempio di George Clooney (Good Night e Good Luck) denunciando per immagini il suo stesso paese (emblematica la sequenza dell’alzabandiera capovolto, ripresa dalla locandina italiana ma non da quella americana).

Dopo il manifesto anti-razzista di Crash - Contatto fisico, il regista alza il tiro e gira la sua pellicola più provocatoria e fortemente politica affidandone il messaggio al suo granitico protagonista, uno straordinario Tommy Lee Jones (un militare in pensione fiero della sua patria e proprio da essa duramente messo alla prova) e una ben sintonizzata Charlize Theron, mortificata da occhiaie fonde, capelli scuri e abbigliamento informe per rendere più credibile il personaggio della giovane madre single che lotta contro lo spietato maschilismo del distretto di polizia e accoglie, anche se inizialmente a fatica, la richiesta di aiuto di un padre lacerato dal dubbio. Appena eletta da Esquire donna più sexy del pianeta davanti alla collega Angelina Jolie, l’attrice premio Oscar per Monster rilancia con sensibilità sguardi e battute a Tommy Lee Jones (Oscar prenotato a febbraio), vera anima dolente di un film crudo, scomodo, difficile da dimenticare.

Ispirato al reale fatto di cronaca raccontato nell’articolo ‘Morte e disonore’ di Mark Boal, Nella Valle di Elah è un film “alla Eastwood” (che per anni ha corteggiato il soggetto per poi passarlo ad Haggis): scarno, teso, commovente nella sua totale assenza di retorica (struggente il modo in cui, nella sequenza all’obitorio, la macchina da presa filma con dignità e rispetto il dolore trattenuto dei coniugi Deerfield mentre percorrono a passi stentati il corridoio).

La guerra ha conseguenze impietose e devastanti anche sull’animo più innocente: cambia l’uomo e lo rende irriconoscibile alla propria coscienza e agli occhi di chi lo ama. Il film di Haggis coraggiosamente lo mostra e gli occhi asciutti di Hank Deerfield (costretto al termine di un lungo viaggio fisico e interiore a scoprire – e accettare – una verità agghiacciante sul conto del suo affetto più caro) lo raccontano.

Voti:
Il voto del redattore Il voto dei lettori
(voto: 4/5)
Intenso, coraggioso, coinvolgente. Un film e un attore – Tommy Lee Jones – che non si dimenticano.
senza voto
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luigi faragalli