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Locandina Info
locandina Piccoli Ladri
Titolo italiano: Piccoli Ladri
Regia: Marziyeh Meshkini
Titolo Originale: Stray Dogs
Soggetto: Marziyeh Meshkini
Sceneggiatura: Marziyeh Meshkini
Genere: Drammatico - Sociale
Durata: 93 min.
Nazionalità: Iran
Anno: 2004
Produzione: Makhmalbaf Film House/Wild Bunch
Distribuzione: BIM Distribuzione
Data di uscita: 00 00 0000
Cast Link
Gol Ghoti (bambina)
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Zahed (ragazzino)
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Twiggy (cane)
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Agheleh Rezaii (madre)
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Sohrab Akbari (secondino Atef)
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Tutti gli articoli di Lucio Carbonelli
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Tutti i film di Marziyeh Meshkini
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Il sito ufficiale italiano.
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recensione
Recensione pubblicata il 25 09 2004
Questa recensione è stata letta 5309 volte

Ladri Randagi.
di
Lucio Carbonelli

Quanto disperata e senza nessuna prospettiva di futuro deve essere una persona per aspirare alla prigione piuttosto che alla libertà? In Afghanistan basta poco: sei un bambino, i tuoi genitori sono in prigione e non hai un posto dove dormire. Questa non sembra una cosa tanto rara da quelle parti.
Questo film, appunto, ci racconta la storia di un bambino e una bambina senza casa né genitori: il padre è prigioniero degli Americani, la madre è in prigione a causa del marito che la accusa di adulterio.
All’inizio del film i due bambini salvano un cane da morte certa (certi bambini che lo inseguivano appellandolo di volta in volta “inglese!”-“americano!”-“russo!”… insomma un nemico) e per tutto il film questo cane sarà loro compagno di (s)ventura:  il titolo originale di questo film, infatti,  è “Stray Dogs” (cani randagi) ed è molto più veritiero del titolo italiano.
Questi bambini diventeranno “piccoli ladri” per necessità, ma prima che ladri sono, appunto, “randagi”: vanno in giro per la città, da soli, la loro prima fermata giornaliera è una discarica dove cercano pezzetti di legno e carte da rivendere e se trovano un libro la sola cosa che possono fare è bruciarlo per riscaldarsi o rivenderlo, non certo leggerlo. Il loro unico pasto è costituito da certo pane secco che hanno la premura di offrire anche al loro piccolo amico canino, non prima di averlo affumicato sui vapori di carne alla brace.
“Prendi, sa di carne… se non mangi ti ammalerai e muori…” dice la magnifica bambina protagonista di questo film, ingenua, bravissima, trovata sulla strada (e probabilmente salvata da una misera vita) dalla stessa regista. Questi sono bambini buoni e si prendono cura del cane come dei genitori, ma non c’è nessuno di buon cuore che si prende cura di loro. Se solo il padre perdonasse la madre che s’è risposata solo per dare da mangiare ai figli e perché lo credeva morto almeno avrebbero qualcuno, ma il padre è un mullah talebano e non può accettare il disonore.
“Chi ci pensa a noi?”, chiede la bambina più di una volta, ma al padre non importa di loro.
Cala la notte e ai bambini non resta che andare a dormire in prigione: “Siamo i prigionieri di notte”, dicono, e vanno a dormire nella cella materna.
In giro non si vedono portatori di democrazia che dovrebbero aiutarli, in questo film i cosiddetti “liberatori” sono solo aerei che sganciano bombe o soldati in parata a cui fare “ciao ciao” con la mano. Non resta che aspirare alla prigione quindi, magari ispirati da un vecchio film in bianco e nero, un film di quelli artistici, quindi noiosi, come dice il commesso alla cassa: il film è “Ladri di biciclette” di De Sica, capolavoro neo-realista italiano che mostra loro come riuscire ad andare in prigione, per ricongiungersi alla madre, loro massimo desiderio.
Che paese è dove il potere salvifico del Cinema si riduce a mandare dei bambini in prigione, per metterli al sicuro? Un paese feroce, probabilmente, dove capita anche di filmare, forse per caso, una scena dove cani si sbranano l’un l’altro, feroci combattenti… una scena lasciata volontariamente però, come metafora di qualcosa di molto più grande.
Questo è un film che sembra vecchio ma invece è nuovo purtroppo, la pellicola appare sgranata ma al contrario è chiara e lucida. Spesso in questo film si vedono scene che sembrano ampie ma è assai semplice raccoglierle nell’abbraccio di uno sguardo: ci sono i due bambini e il loro piccolo cane, unico loro compagno, e poi in primo piano più di una volta c’è del fuoco… fuoco che forse li riscalda, ma non è questo il punto.
Quello è il fuoco di un mondo che sta andando in fiamme, è davanti agli occhi di tutti ormai, il fuoco di un inferno che bambini la cui unica sfortuna è stata nascere in Afghanistan, o in Ossezia sì, devono imparare a conoscere molto presto se vogliono sopravvivere… se vita si può chiamare questa, certo.      

Voti:
Il voto del redattore Il voto dei lettori
(voto: 4/5)
Che paese è dove il potere salvifico del Cinema si riduce a mandare dei bambini in prigione, per metterli al sicuro? Questo è un film che ci mostra un luogo dove purtroppo neanche il Cinema riesce a vincere la Realtà.
(voto medio: 1.9/5)
Questo film è stato votato da 51 lettori
Interattività:

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Commenti:
I lettori hanno scritto 6 commenti
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lettore
Giovande [Indirizzo IP: 151.29.30.120] nel giorno Venerdì 28 Ottobre 2005 [15:13] ha scritto:
Il cinema iraniano, da Kiarostami in poi, che racconta le storie con uno stile sempre asciutto. Piccoli ladri si inserisce a pieno titolo tra i film che resteranno nella storia del cinema iraniano
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lettore
Bo!!! [Indirizzo IP: 87.30.205.93] nel giorno Mercoledì 15 Febbraio 2006 [21:05] ha scritto:
Solo 1 parola: B E L L O!!!!!!!!
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lettore
ORI [Indirizzo IP: 217.222.223.34] nel giorno Mercoledì 12 Aprile 2006 [14:52] ha scritto:
PURTROPPO DALLE NOSTE COMODE POLTRONE DI CASA CI DIMENTICHIAMO QUASI SUBITO DI QUESTE TRISTI REALTA'!
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lettore
ORI [Indirizzo IP: 217.222.223.34] nel giorno Mercoledì 12 Aprile 2006 [14:59] ha scritto:
A QUESTO PUNTO VORREI CONSIGLIARE UN ALTRO IMPERDIBILE FILM , SEMPRE PER APRIRE GLI OCCHI: "IL TEMPO DEI CAVALLI UBRIACHI" di Zamani Barayé masti-Asbha.
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lettore
cia [Indirizzo IP: 87.6.94.16] nel giorno Venerdì 03 Novembre 2006 [17:25] ha scritto:
questo film è stato bello però non si è capita molto la fine
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luigi faragalli