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libera critica cinematografica

 
 
 
 
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Locandina
 
 
 
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Voti

Il voto del redattore

  • voto
  • 4/5
  • valutazione
  • Uno sguardo intelligente e inedito su una situazione difficile
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Il voto dei lettori

  • voto medio
  • 2.4/5
  • numero votanti
  • Questo film è stato votato da 41 lettori
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Info

Private

di Saverio Costanzo

 
    Dati
  • Titolo originale: Private
  • Soggetto: Saverio Costanzo
  • Sceneggiatura: Saverio Costanzo,Camilla Costanzo, Alessio Cremonini e Sayed Qashua
  • Genere: Drammatico - Sociale
  • Durata: 90 min.
     
  • Nazionalità: Italia
  • Anno: 2005
  • Produzione: Offside, Istituto luce e Cydonia in associazione con Rai Cinema
  • Distribuzione: Istituto Luce
  • Data di uscita: 00 00 0000
 
 
 
 
 
 
 
 
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Recensione

Popoli in perenne conflitto

di Riccardo Lupoli

Finalmente arriva nelle sale il sorprendente esordio del giovane Saverio Costanzo, pardo d'oro all'ultimo Festival di Locarno.
Basato su una storia vera, il film narra la storia di una famiglia palestinese la cui casa, posta a metà strada fra l'insediamento israeliano e un villaggio palestinese, viene occupata per motivi di sicurezza da un gruppo di soldati israeliani. Mohammad, il padre, docente di letteratura inglese, viene costretto dai soldati a lasciare la propria casa con moglie e figli, ma si oppone fermamente, perdere la casa significherebbe perdere la dignità e entrare per sempre nella spirale d'odio che coinvolge gran parte del paese. Ha così inizio una convivenza tesissima, i giovani militari occupano interamente il piano superiore dell'abitazione al quale la famiglia palestinese non ha piu' accesso e dal tramonto il salotto ospita madre, padre e tutti i figli per la notte. Fra i familiari si crea  inoltre una netta spaccatura, c'e' chi vuol tenere duro come il padre e chi non regge la situazione e vorrebbe tornare ad una vita normale.

Saverio Costanzo, al suo primo lungometraggio dopo un passato da documentarista, propone con questa pellicola un progetto di assoluta originalità e grande impatto emotivo.
Fra tutte le scelte del giovane regista romano, quella che si pone come la più coraggiosa e quasi rivoluzionaria, è la volontà di affidare l'interpretazione del film ad attori israeliani e palestinesi, facendo loro rivivere all'interno del microcosmo domestico il dramma dei rispettivi popoli. Il senso di Private è dato principalmente dall'incontro-scontro di diverse personalità e dei loro vissuti, spazialmente vicini, ma antitetici per ideali, fede e cultura. Di fronte a tali vissuti, il loro essere esula dalla dimensione attoriale, donando totale importanza all'identità dei rispettivi popoli in perenne conflitto. Se essere attori significa smettere i propri panni per appropriarsi dell'esistenza di qualcun'altro, tale verità assume in questo contesto un valore relativo, si è di fronte ad un duplice azzeramento dei valori che consente di permeare un autentico contrasto psico-ideologico. L'incomunicabilità linguistica e ideale fra la famiglia e i soldati diventa così metafora di se stessa, emblema di una condizione che parte dal particolare racchiuso nel microcosmo della casa assediata estendendosi idealmente al quadro generale dei villaggi, delle città tormentate dalla guerriglia.
L'altra azzeccatissima scelta registica che dona alla pellicola un carattere unico e veritiero è quella di mantenere nella vicenda il ruolo di osservatore, eludendo la finzione vera e propria e ricreando una dimensione documentaristica. Costanzo ha dichiarato infatti di aver girato piani sequenza di nove-dieci minuti, ritoccati poi in fase di montaggio, per far dimenticare  agli attori di essere tali riuscendo così a restituire la realtà attraverso un occhio che non fosse invadente. La camera a spalla e la fotografia sporca, sgranata, sono i veicoli principali di questa scelta. Ulteriore forza narrativa viene acquisita poi dai movimenti di macchina bruschi e dall'assenza di controcampi nelle sequenze  di maggiore agitazione, in grado di catturare solo tratti parziali di quella che è la realtà circostante ma di divenire contemporaneamente fervidi portatori di autenticità. Gli spari dei soldati sono solo dei sordidi rumori notturni, e la possibilità di rispondere con la forza all'oppressione degli invasori si concretizza in incubo allucinatorio di uno dei protagonisti.
Il titolo del film rappresenta l'essenza dell'ottimo lavoro degli sceneggiatori: l'idea di trasporre la tragica situazione del medio oriente in uno psicodramma dai toni intimi, privati appunto. Ma Private significa anche soldato semplice, in linea con il carattere ambivalente della pellicola.
Lo sguardo è sempre oggettivo e cosciente su entrambe le parti , sulla carica drammatica della violenza che vuole rispondere alla violenza, sulla tragica certezza di una pace che non può porsi come valore assoluto, ovvero sciolto da tutti gli altri, ma come una durissima conquista della volontà umana. La bellissima Perfect sense del pacifista Roger Waters racconta alcuni squarci di questa difficoltà, oltre a fungere da neutra cornice per l'esplosione emotiva finale.
La fortuna di un'opera coma questa è anche quella di aver beneficiato di attori che hanno creduto a loro rischio e pericolo in un progetto di questo genere, dando corpo a personaggi riusciti sotto ogni punto di vista. Mohammad Bakri, giudicato miglior attore Festival di Locarno, era prima di questa interpretazione una star molto apprezzata anche in Israele, ora la sua immagine  ha subito un violento tracollo, suscitando polemiche a non finire.
Lion Miller, uno degli attori televisivi più famosi in Israele, ha dichiarato invece di non avere paura per il suo futuro perchè ha fatto qualcosa in cui crede veramente.
Private rappresenta in definitiva un'intelligente opera  di indiscutibile valore,  nonchè la direzione verso la quale dovrebbe spingersi l'intero cinema italiano, andando a ricercare piccole storie come questa, ma dai grandi, enormi  contenuti.

 
 
 
 
 
 
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Commenti
 

I lettori hanno scritto 10 commenti

 
 
utente
sebastiano
  • indirizzo IP 62.94.170.18
  • data e ora Giovedì 17 Novembre 2005 [12:39]
  • commento Protestano gli ebrei perché i soldati/israeliani non sono doppiati/ nel film di Costanzo/Altri pensano invece/che già ce ne siano d'avanzo
 
 
 
 
 
utente
el petrons
  • indirizzo IP 213.45.142.113
  • data e ora Venerdì 30 Dicembre 2005 [19:57]
  • commento il film e molto bello,e in alcune parti il cameramen ha sbagliato e poi sembra che tutto sia stato filmato con una videocamera portatile ed e questo che mi e piaciuto.peccato pero che ci deva fare una
 
 
 
 
 
utente
ciao
  • indirizzo IP 87.30.205.93
  • data e ora Mercoledì 15 Febbraio 2006 [21:11]
  • commento sto film fa caga!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 
 
 
 
 
utente
andrea
  • indirizzo IP 212.171.205.173
  • data e ora Martedì 28 Febbraio 2006 [11:54]
  • commento mi fa pena
 
 
 
 
 
utente
Il_merlo
  • indirizzo IP 151.50.216.21
  • data e ora Mercoledì 17 Maggio 2006 [16:46]
  • commento non male ,buon esordio ,tanta strada da fare.visto di meglio ma buon film non manca di tensione e colpi di scena
 
 
 
 
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