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Fratellanza - Brotherhood DRAQUILA - L'Italia che trema I gatti persiani
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Articolo del : 20 07 2008
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Divanetti [essenzialmente chiacchiere]:
Rigomagno ridens

di
Roberta Folatti

In un mondo in cui la virtualità ha preso il sopravvento, dove tutto è filtrato da schermi, mascherato dai ritocchi dei vari photoshop, vedere una decina di vignettisti che disegnano – in carne e ossa, ciascuno col proprio stile, i propri tempi, la propria gestualità - è un’esperienza insolita e molto piacevole. Vederli interpretare la fisionomia dei numerosi avventori che si prestano ad essere “caricaturati” è divertente oltre che interessante. E’ un po’ come riscoprire il senso della fisicità, ritrovare il gusto dell’invenzione e del gioco.

Per queste ragioni il piccolo Festival dell’umorismo di Rigomagno, paesino sulle colline senesi, merita senz’altro una visita. Tanto più che il luogo è delizioso anche se non è ancora molto conosciuto, o forse proprio per questo. Ristrutturato in modo (quasi) perfetto, il borgo toscano ospita un centinaio di abitanti, ma coloro che l’hanno lasciato per ragioni lavorative gli sono rimasti legati e tornano spesso. Dal sorrisetto malizioso si intuisce che i reduci sono fieri del paesello natio, il fatto di averlo abbandonato non impedisce loro di partecipare con entusiasmo alle iniziative che il solerte Renzo Francini mette in scena, coadiuvato da collaboratori non rigomagnesi.

Esiste da tre anni il Festival che indice un bando per disegnatori e vignettisti scegliendo un tema attorno al quale si “sfoga” la creatività di questi professionisti. Quasi nessuno di loro riesce a vivere coi proventi delle proprie creazioni, ma questo li rende ancor più degni di ammirazione. Oltre che – forse – più liberi. E’ evidente che per gente come Aldo Bortolotti, Roberto Mangosi, Renzo Barbarossa, Roberto Giannotti, Marco Fusi e Giovanni Beduschi (questi ultimi sono anche i direttori artistici del Festival) disegnare è un’autentica passione. E in tempi in cui le passioni appaione in genere un po’ annacquate o disperse in mille rivoli, questo è sicuramente un valore aggiunto.

Il resoconto dell’edizione 2008 del Rigomagno ridens lo troverete all’indirizzo http://www.rigomagno.it/, io mi limito a riportarvi qualche impressione soggettiva. Rigomagno, col suo pugnetto di case e i suoi meravigliosi giardini, acquista un sapore particolare quando i suoi vicoli sono ravvivati dalla comparsa delle vignette ingrandite a mo’ di manifesti. Una mostra a cielo aperto in un’ambientazione suggestiva. Umorismo pungente all’interno di una bella cornice. Il passato, di cui è ricco il paese, e il presente, che si affaccia allegramente da quei disegni, si intrecciano in un gustoso miscuglio. L’atmosfera è leggera e frizzante, scanzonata ma non troppo, a cena ci si attarda anche in conversazioni politiche e di varia attualità. Del resto i vignettisti devono tenere gli occhi aperti sulla realtà.

Dopo cena viene il momento dell’improvvisazione, un lungo tavolo ben illuminato occupa verticalmente il vicolo principale di Rigomagno, la gente che passa è già incuriosita e osserva gli strumenti di lavoro che giacciono ancora inutilizzati. Fogli, matite colorate pennarelli sono lì per essere “consumati” e a fine serata i nostri eroi avranno realizzato decine e decine di ritratti, caricature, vignette a tema. Tutto gratuitamente, con offerta volontaria per finanziare il Festival. Qualcuno da principio rimane spiazzato, l’interpretazione dei volti da parte dei vignettisti accentua i difetti, mette in risalto le caratteristiche salienti. Talvolta è anche un esercizio di accettazione di sé saperle apprezzare e riderci sopra. La domenica il clima è più rilassato, oltre alla premiazione dei vincitori del 2007 c’è anche la “ruzzola”, tipica sfida tra lanciatori di forme di formaggio, le quali vengono fatte rotolare giù per i viottoli del paese.

Insomma ce n’è per gli amanti del disegno, delle tradizioni, della bella architettura e dei paesaggi dolci della Toscana…

 
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